Come sono arrivato ai miei blend, di José Blanco @joseblanco809


The box logo for Blanco's new brand, Señorial.

Il logo del nuovo brand di José Blanco, Señorial.

Di seguito la traduzione dell’articolo originale di José Blanco inviato all’amico, nonchè esperto di sigari, Andrea Zambiasi di Facciamo Puff

Ho appena fondato la mia nuova società, la Las Cumbres Tabaco, e lanciato il mio nuovo sigaro, il Señorial, pertanto ci terrei a parlarne, ma non per promuoverlo ulteriormente, dato che il lancio è già stato programmato per la prima settimana di giugno prossimo, vorrei descrivervi come ho realizzato i Señorial o meglio come ho costruito il loro blend.

Señorial di Jose Blanco

La produzione è partita il 7th Febbraio 2014 ed i sigari subiranno 90 giorni di invecchiamento prima di essere commercializzati. I tabacchi utilizzati nel ripieno sono stati precedentemente invecchiati minimo due anni e tutti provengono dalla piantagioni di proprietà della Tabacalera Palma.

I Señorial vengono confezionati presso la Tabacalera Palma (il più recente membro di ProCigar), a Santiago nella Repubblica Dominicana. Principalmente lavorano con tabacchi da loro coltivati ed invecchiati con un processo molto accurato.

La Tabacalera Palma è di proprietà di mio cugino Jochi Blanco, una manifattura fondata da un mio zio nel 1936 ed è sempre rimasta di proprietà della famiglia Blanco.

Blend

  • Fascia: Habano Ecuador
  • Sottofascia: Nicaragua, Esteli
  • Ripieno: Piloto Cubano Dominicano e Corojo Dominicano

Profilo

Sono sigari full-body e molto aromatici, ricchi, complessi , speziati e con una punta di dolcezza. Sempre piacevoli, armonici e con una lunga persistenza post fumata.

Come sono arrivato a questo blend?

“Creare il blend di un sigaro è un’arte” – questa è una frase che è stato detta e ripetuta molte volte e merita sicuramente di essere utilizzata e riutilizzata all’infinito! Sono d’accordo e lo faccio con passione!

Tuttavia i miei oltre 40 anni di esperienza come fumatore di sigari mi hanno insegnato una cosa molto importante: saper godere appieno durante la fumata di un sigaro è un’altra arte in sé!

Come molti di voi sapranno per molti anni ho condotto un “Seminario di Blending”. Inizialmente ero abituato a basarlo sui tabacchi del ripieno e sulle loro caratteristiche distinte finchè, un paio di anni fa, ho cambiato analizzando invece le foglie da fascia e i loro differenti profili, analizzandone la loro influenza sul sigaro nel complesso. Ora il seminario è molto incentrato su come si crea un sigaro, ma anche sul come fumarlo realmente e sull’analisi delle sensazioni e stimoli che si creano.

Anche se, come ho già detto, molti già conoscono o hanno visto uno di questi seminari voglio comunque scrivere su di esso perchè c’è sempre qualcosa da imparare, re-imparare o ricordare. Affermo sempre che non ci si deve aspettare di diventare un intenditore nel giro di una notte, siamo tutti in un continuo processo di apprendimento su un argomento realmente vasto.

Creare il blend di un sigaro è come cucinare – si aggiungono degli ingredienti e se ne tolgono un po’, li mescoli, li assaggi, li abbini … Una buon blend può essere trovato dopo soli tre tentativi o più di cento, si possono avere tutti i migliori tabacchi ma non è detto che si armonizzino … dobbiamo continuare a provare fino a raggiungere il nostro obiettivo, qualunque esso sia per “uno” specifico sigaro.

Da dove iniziamo la realizzazione di un blend, cosa cerchiamo? Cerchiamo i sei elementi fondamentali in un buon sigaro:

  • Sapori
  • Forza
  • Aromi
  • Complessità
  • Bilanciamento
  • Persistenza post fumata

Spesso si fa confusione fra Sapori e Forza. Si può avere un sigaro corposo in forza ma con poco sapore, si può avere un sigaro molto aromatico che è delicato nel corpo. A mio parere il modo migliore per costruire il blend di un sigaro è quello di avere molto sapore, un aroma piacevole e la forza desiderata, da lieve a media a piena … La forza non è collegata ai sapori – i sapori devono esserci, non importa perché o come.

L’Aroma è molto importante sia nel corpo del sigaro che nel suo fumo ma tornerò su questo argomento più avanti nell’articolo.

Poi c’è Complessità. Un sigaro può essere veramente grande con la giusta forza, sapore e aroma ma senza la complessità in fumata questo sigaro può essere solo un altro anonimo buon sigaro! Complessità significa piccoli cambiamenti e fluttuazioni percepite nella fumata, all’inizio, verso la metà e alla fine.

Tuttavia il sigaro deve essere equilibrato, Bilanciato. Complessità senza equilibrio la si percepisce come un “errore” nel blend. La forza e i sapori possono competere tra loro per il primo posto ma devono essere bilanciati. I tabacchi devono sposarsi alla perfezione per essere goduti senza problemi e con piacere. L’equilibrio è come una sinfonia, con tutte le note al posto giusto.

Infine c’è la permanenza post fumata. Che cosa è la Persistenza post fumata? È quando i sapori si avvertono in bocca per molto tempo dopo aver abbandonato il sigaro nel posacenere. Sarebbe un peccato se si godesse di una fumata poi, non appena è finita, perdere o non avere memoria dei gustosi sapori che ci aveva regalato. Un buon sigaro con una buona permanenza post fumata renderà l’esperienza completa e piena!

Parliamo ora della fumata. Se fossimo 50 persone in una stanza a fumare lo stesso sigaro, nelle medesime condizioni, dopo la stessa cena, quanti punti di vista diversi ci sarebbero in questa stanza? 50! Tutti un po’ diversi uno dall’altro! Ciò è dovuto al fatto che tutti noi abbiamo gusti unici e diverse tolleranze (come la tolleranza alla forza o alla dolcezza, ecc …).

Spesso chiedo ai partecipanti chi di loro espelle il fumo attraverso il naso, si chiama “retroinalazione” (ovviamente senza inalarlo nei polmoni!). Non è sempre fattibile, ma se potete, è una buona cosa da fare almeno un paio di volte durante la vostra fumata perché c’è una stretta relazione fra gusto e aromi. Torno ora al tema dell’importanza degli aromi. Cercate di mangiare o bere qualcosa tappandovi il naso – non potrete gustare nulla. Cercate di mangiare o bere qualcosa con una sola narice bloccata – sentirete i sapori e aromi ma molti di meno. Seguendo la stessa logica, se proviamo ad espellere il fumo attraverso il naso, al nostro cervello arriveranno tutti i sapori pieni, gli aromi ed in particolare una più corretta percezione della forza. Ripeto: questa non è una cosa necessaria, è solo un suggerimento, un’idea ed una ulteriore spiegazione del rapporto fra aromi e sapori.

Ora vorrei arrivare alla fase successiva del Seminario di Blending – parlare delle caratteristiche dei diversi tabacchi. Tuttavia, non voglio entrare nel dettaglio di ognuno (questo è un altro argomento enorme!) ma vi farò alcuni esempi.

Nel frattempo ricordate che c’è non solo la provenienza a cui pensare, ma anche le sementi – per esempio: un Corojo Dominicano sarà diverso da un Criollo Dominicano, come un Mata Fina brasiliano lo sarà da uno di Sumatra, ecc …

Tuttavia la provenienza del tabacco è estremamente importante! Ogni territorio ha la propria terra ed il proprio clima che sono i principali attori nella caratterizzazione del tabacco.

Quando fumiamo un sigaro, cosa percepiamo? Di base avvertiamo: amaro, acido, salato e dolce. Poi passiamo a scoprire: scompostezza, giovinezza, sensazioni metalliche, sapori legnosi, note di caffè, note di cocco, terra, erba, legno di cedro, pesantezza e la lista continua …

Tutto questo è soggettivo, ovviamente, in base a quanto ognuno di noi separatamente percepisce. Inoltre il nostro palato si concentrerà su aspetti molto diversi di un sigaro per esempio a seconda di cosa abbiamo mangiato nel nostro ultimo pasto e delle bevande ingerite – era un pasto a base di avena con un bicchiere di succo d’arancia fresco?

O era un ricco e speziato piatto indiano con un vino rosso fruttato? Più in generale vi sono molti altri tipi di “situazioni particolari” che si possono trovare e utilizzare – sono ovviamente interessanti e divertenti per un appassionato di sigari e lasciano spazio ad ampie discussioni. Ultimo ma non meno importante c’è lo stato mentale – ciò che può avere un sapore dolce e floreale in un giorno di sole potrebbe lasciare un sapore amaro e salato dopo una giornata particolarmente stressante al lavoro.

Come raccomandazione supplementare ma cruciale: Cercate di capire quanto tempo avete a disposizione prima di scegliere la dimensione del sigaro che si sta per fumare. Sarebbe straziante buttare via sette deliziosi centimetri di un sigaro solo perché si ha fretta di tornare in una riunione!

Nei miei Seminari di Blending faccio fumare da quattro a cinque diversi tabacchi per il ripieno separatamente, uno per uno. Ogni tabacco Puro sarà completamente unidimensionale e di solito non è un vero piacere fumarlo. Tuttavia, alla fine, è molto eccitante, così come fondamentale fumare la miscela risultante di questi tabacchi per vedere come alla fine si sono amalgamati assieme!

Sotto alcuni esempi di provenienza dei tabacchi utilizzati per il ripieno: (come detto sopra, non entro nel dettaglio di ogni semenza, per ora manterrò gli esempi stringati e focalizzati sul territorio).

  • Brasiliani – Dolci, aromatici e sempre facilmente miscelabili con altri da altri paesi.
  • Nicaraguensi – Terrosi, ricchi, speziati e molto aromatici.
  • Dominicani – Tutto dipende dalle sementi! Eppure, per dare una sorta di descrizione, possono essere molto aromatici, terrosi, con una grande combustione e in alcuni casi anche molto dolci. Inoltre si amalgamano con successo con altri di differenti origini.
  • Peruviani – Dolci e aromatici, facilmente miscelabili con altri da altri paesi.

Singolarmente i tabacchi di cui sopra potrebbero non regalare una fumata bella e elegante, ma la giusta percentuale di ciascuno di questi tabacchi all’interno di un ripieno, assieme ad una ben scelta sottofascia e foglia da fascia, potrebbe funzionare! Si potrebbe benissimo arrivare ad un grande sigaro che possiede tutti e sei gli elementi cruciali presenti (li avevamo elencati prima).

Nota: Questo non è un blend che io o altri hanno creato – ho semplicemente scelto questi territori per fare un esempio …

Ma andiamo avanti, ad oggi strutturo i miei seminari di Blending concentrandomi sulla foglia da fascia e sul suo impatto nella miscela finale, nel blend.

Qual è il rapporto fra foglia da fascia e ripieno nell’espressione aromatica di un sigaro? La risposta è: dipende dal diametro, dal Ring Gauge. Più sottile è il sigaro, più influenza avrà la foglia da fascia. Maggiore sarà lo spessore del sigaro, minore l’impatto su di esso.

Non sono mai stato un grande fan dei grossi calibri (ad esempio RG 60), personalmente preferisco un Corona Gorda ben bilanciato (RG 46), un Corona (RG 42) o anche un Lancero (RG 38-40). Eppure le preferenze sono davvero soggettive ed io le rispetto tutte infatti creo blend per tutti i tipi di formati.

Ora ragioniamo in maniera opposta a quanto precedentemente detto, prendiamo uno stesso blend, uno stesso ripieno e fumiamolo con differenti foglie da fascia.

Alcuni esempi di foglie da fascia e delle loro caratteristiche generali: (ancora una volta non considererò le varie sementi ma darò un’idea dell’importanza della loro provenienza).

  • Connecticut Shade – Delicata e a volte amarognola e metallica.
  • Cameroon (una delle mie preferite) – Speziata e dolce.
  • Ecuador – Terrosa e speziata ma dipende dalle sementi.
  • Nicaragua – Terrosa e molto aromatica.

Credo fermamente che questo sia un esercizio molto stimolante da fare. Per un vero amante del sigaro mi spingerei a dire che questo è un esperimento assolutamente da fare! L’importanza della foglia da fascia in un sigaro è spesso fraintesa e faccio del mio meglio per diffondere questa conoscenza il più possibile.

Infine per godere appieno l’esperienza di un buon sigaro dobbiamo tenere presente altri due gruppi di artisti! Escludendo gli agricoltori e le manifatture che li producono (sono altri argomenti enormi), questi due gruppi di artisti sono i Master Blender ed i fumatori. I Master Blender devono assicurarsi di includere le sei caratteristiche cruciali in un sigaro: Sapori, Forza, Aromi, Complessità, Bilanciamento e una buona Persistenza post fumata.

Poi arrivano i fumatori che devono possedere una mentalità aperta e capire veramente a fondo un sigaro prima di emettere un giudizio su di esso.

Così, la prossima volta che prenderete in mano un sigaro di cui siete particolarmente interessati o incuriositi cercate di sapere come ne parlano le riviste di settore, i siti web e rifletteteci sopra. Poi, quando lo fumerete, pur avendo in mente quanto letto sentitevi liberi di creare la vostra opinione in merito e cercate di assaporarlo veramente!

In ogni Seminario di Blending, che sia del primo tipo o del secondo, tendo sempre a farlo come una discussione di gruppo aperta, in cui ognuno (se possibile e a seconda delle dimensioni del gruppo) ha la possibilità di dire qualcosa, di fornire la propria opinione personale . Infatti tutti noi abbiamo differenti tolleranze e differenti capacità gustative quindi, a parte alcuni tratti generali di base dei tabacchi, non c’è mai una risposta giusta o sbagliata.

Tutti noi, me compreso, siamo e sempre saremo coinvolti in un continuo processo di apprendimento e in questi seminari, anche se in modo diverso, probabilmente imparo tanto quanto gli stessi partecipanti!

Ultimo consiglio: Mai giudicare un sigaro dal suo aspetto esteriore!

Alla fine di questo articolo, che tocca a malapena l’argomento tabacco, spero che un po ‘di luce sia stata fatta su questo argomento e spero anche di aver aperto le menti dei fumatori di sigaro.

Quando fumerete un Señorial spero soddisfi la lista delle caratteristiche richieste da un buon blend ma cosa ancora più importante spero di aver soddisfatto la vostre aspettative per un grande sigaro!

Fumate e pensate a ciò che ogni sigaro ha da offrire! E godetevi il viaggio in questo mondo di piacere!

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