La classe energetica degli elettrodomestici


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Riporto volentieri un buon post apparso sul blog di LG, famosa casa costruttrice di elettrodomestici.

Si guarda l’estetica. Si guarda che abbia le caratteristiche tecniche a noi necessarie. Ma sempre di più, oggi giorno, si guardano i consumi. L’acquisto di un elettrodomestico oggi conta di queste tre necessarie tappe, l’ultima delle quali (quella legata ai consumi energetici) assume ormai sempre più importanza. Perché comprando un elettrodomestico di una buona classe è possibile risparmiare, e non poco.

Ma come muoversi nel mare magnum degli elettrodomestici? Come essere certi di prendere la decisione giusta? A correre in soccorso degli acquirenti ci pensano le etichette energetiche, profondamente rinnovate e adeguate agli standard europei secondo una legge datata dicembre 2011. Va detto, per dovere di cronaca, che l’obbligo delle etichette per alcuni tipi di elettrodomestici era in vigore dal 1995, ma solo lo scorso anno è stata imposta questa nuova etichetta che soddisfa i requisiti richiesti da Bruxelles e che ha lo stesso aspetto in tutta la Comunità Europea: un’etichetta unica e comunitaria, a sostituzione di quelle vecchie tarate su classi ormai considerate obsolete.

L’obbligo dell’etichetta energetica è applicato su frigoriferi, congelatori, televisori, lavastoviglie e lavatrici: deve essere fornita in modo gratuito e esposta su tutti gli apparecchi, in modo tale da essere sempre visibile dal cliente. Leggere le etichette energetiche non è sempre semplice per chi non bazzica un po’ nell’ambiente, ma alcune linee guida vi permetteranno di capirne di più.

In primo luogo le classi energetiche sono indicate con delle lettere, dalla A alla G e con dei colori (dal verde al rosso) a seconda della efficienza energetica: tanto più l’apparecchio sarà indicato con il verde scuro, allor maggiore sarà il risparmio, tanto più ci avviciniamo al rosso, minore sarà l’efficienza energetica. Da dicembre dello scorso anno le classi contano di tre nuovi step, rappresentati da A+, A++ e A+++, dove il maggior numero di più indica la classe più virtuosa. Sono ancora pochi gli elettrodomestici che vantano questa super-classe che si preannuncia essere del 50% più efficiente rispetto a quella di classe A. L’assegnazione della classe di appartenenza di basa sui valori percentuali dell’Indice di Efficienza Energetica: tanto più questi parametri sono alti tanto più l’elettrodomestico si rivela efficiente.

Gli apparecchi televisivi sono gli unici che al momento non hanno adottato l’utilizzo delle tre nuove classi e per loro la classe più alta è ancora rappresentata dalla A. I televisori di classe A+ dovrebbero fare capolino nel mercato nel 2014, quelli di classe A++ nel 2017 per arrivare poi alla classe A+++ intorno al 2020.

Ogni elettrodomestico, inoltre, deve riportare sulle proprie etichette alcune informazioni necessarie, oltre alla classe energetica. Per tutti vale il nome o marchio del fornitore e il modello dell’apparecchio, poi esistono alcuni elementi che vanno indicati che dipendono dal tipo di elettrodomestico che intendete acquistare.

Per i televisori, per esempio, è obbligatorio indicare il consumo di energia dell’apparecchio acceso espresso in Watt e il valore annuo del consumo energetico espresso in kWh/anno. A questo si aggiunge la diagonale dello schermo visibile, il cui valore deve essere riportato sia in pollici che in centimetri.

L’etichetta di frigoriferi e congelatori deve indicare, insieme alla classe energetica, anche alcune caratteristiche, come la presenza del no frost, la temperatura minima degli scompartimenti, il volume dell’apparecchio, le emissioni sonore e il consumo di energia annuo. E ancora è obbligatorio specificare la somma del volume utile di tutti gli scomparti che funzionano a una temperatura maggiore di -6 gradi e quella di tutti gli scomparti destinati a congelare (che hanno temperature uguali o inferiori a -6°C).

Per quanto concerne le lavatrici, l’etichetta deve riportate i consumi annui ponderati in kWh/anno e in litri/anno, la capacità per il programma standard di cotone a 60°C o a 40°C (espressa in chili), la classe di efficienza della centrifuga e le emissioni di rumore durante centrifuga e lavaggio a pieno carico.

Aspetti simili (consumo annuo, classe di efficienza di asciugatura e emissioni di rumore aereo) rappresentano gli elementi che vanno indicati, infine, sulle etichette della lavastoviglie. Le lavastoviglie sono gli unici apparecchi che hanno messo in vigore le nuove etichette sin da subito, dal dicembre 2011. Per tutti gli altri elettrodomestici l’obbligo imperativo era di applicarle entro un anno, ovvero entro il dicembre 2012. In ogni modo moltissimi televisori, frigoriferi, lavatrici e congelatori hanno già messo in pratica questa nuova disciplina che offre una maggiore trasparenza in termini di consumi energetici.

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