[SHELLA] Bangkok: tuk tuk, chi è? …


 

Continua il racconto di Carlo da travelblogs.it

Bangkok [Thailand] | | 2009-09-26

Shella

Il volo per Bangkok ritarda un poco ma non ci faccio neanche caso. Sul volo sono stato fortunato, nessun vicino a sedere e quindi mi sono svaccato per bene! Ovviamente mi sono preso comunque un leggero torcicollo ed ovviamente mi farò massacrare di massaggi thai :-p
Dopo essermi fiondato con preoccupazione al ritiro bagagli prendo con me il mio nuovo compagno di viaggio, lo zaino: eh già, anche al ritiro bagagli non ho avuto sorprese.
Benissimo allora mi fiondo alla ricerca del bus che mi porterà in centro a Bangkok. In biglietteria cerco di orientarmi un attimo ed alla fine con 150 bath prendo il bus giusto per la zona giusta: KhaoSan Road, una zona dedicata prevalentemente al turismo che offre alloggi a bassi prezzi e vari servizi dalla ristorazione al resto. Durante il cammino conosco Benny, un francese tra i 15 ed i 78 anni (giuro è indefinibile!) che pare giochi coi fuochi per la strada etc etc … va beh morale della favola mi suggerisce di andare nella stessa GuestHouse in cui va lui: la più economica di Bangkok. FISSO! E poi dopo 12 ore di volo ed il torcicollo figurati se ho voglia di sbattermi subito a cercare di meglio con 30 gradi di umido dietro alle orecchie. La Green GuestHouse se non si conosce da se non la si trova mai perché è dentro ad una vietta che a sua volta è dentro ad una "Sai". Sai è quello che può essere da noi un vicolo. Le vie sono le Thanon invece abbreviate con Th… a parte i dettagli la Green GuestHouse costa solo 100 bath, ovvero un paio di euro. Quello che offre è una stanza fatta da divisori completamente spoglia fatta eccezione per il letto, un pezzo di legno che funge da comodino ed un ventilatore che prova a far girare l’aria inutilmente. L’idea era quella di dormire ma l’adrenalina sa il fatto suo e mi tiene sveglio. Il primo giorno a Bangkok quindi è dedicato alla ricerca di un posto più decente e magari con qualche Wi-Fi da grabbare a babbo visto che per un motivo o per l’altro internet può servirmi. Durante la mia ricerca mi imbatto inevitabilmente in autoctoni che offrono il loro aiuto. Come in ogni parte del mondo se ti offrono l’aiuto senza dirti niente c’è sotto qualcosa… praticamente funziona così: a Bangkok ci sono Tuk-Tuk ovunque.

I Tuk-Tuk sono delle sorte di ape cross ma con i sedili dietro per i passeggeri e per 10/20 bath, ovvero 20/50 centesimi di euro, ti scorrazzano in giro. Quelli del tuk tuk fanno un lavoro assurdo stando tutto il giorno tra la vita e la morte nel traffico della capitale e guidando come dei pazzi. 10/20 bath sono pochissimi e allora cosa fanno? In modo tacito lavorano con qualsiasi attività, in genere Uffici Turistici che offrono viaggi, biglietti aerei e quant’altro. Se chiedi ad un tuk tuk di andare in un certo posto, prima di arrivare ti porta in altri 5/6 shop dove in accordo con il negoziante ritira coupons per la benzina in cambio di procacciare clienti. A me mi ha portato in una gioielleria, in un negozio di sarti di alta qualità, in diversi Tourist Information e solo quando ho cominciato ad incazzarmi (visto che DEVI entrare… mica puoi aspettare fuori…) allora si è deciso a portarmi dove avevo chiesto… va beh, comunque fa ridere sta cosa. Ho fatto un video dal Tuk Tuk, spero di poterlo caricare.
Dopo il pomeriggio passato nel traffico mi concedo una cenetta per 3 euro e mangio noodles con carne e verdura: squisito! Scopro che mangio in una GuestHouse familiare, la KC GuestHouse e mi metto in accordo per prendere la camera il giorno successivo a 300bath per notte con bagno privato e ventilatore su soffitto. Niente male e soprattutto pulitissimo!

Dopo cena faccio due passi cercando di capire come sono messo con il fuso orario… dovrei essere 7 ore avanti all’Italia invece sono solo 5 ore di differenza. Scoprirò solo più avanti che con la storia dell’ora legale si giocano due ore: stica!
Passeggiando qui e li, mi imbuco in una sai che pensavo desse sul fiume e vengo avvicinato da un monaco che mi chiama al cancello dentro al quale risiede. Un Wat, ovvero un monastero buddista dove i monaci vivono. Il monaco mi invita ad entrare e mi offre anche la possibilità di dormire nel Wat il che mi stuzzica particolarmente come idea. Cominciamo a parlare. Lui è vestito con i tipici abiti buddisti locali, una tunica arancione, rasato e con occhiali. Si lamenta di avere un po’ di pancetta e di essere solo. Qui in Thailandia è tradizione fare 3 mesi come monaco intorno all’età di 20 anni. Questo dovrebbe portare prestigio allo spirito ed alla famiglia del monaco. Dopo l’esperienza un ragazzo decide se restare monaco o meno. Ho prestato molta attenzione nei miei gesti perché qui in Thailandia ci sono cose da tenere presenti. Mai tenere i piedi e le gambe puntate verso una statua od un monumento sacro e tantomeno rivolti verso ad una persona. I piedi sono la parte inferiore del corpo e quindi sarebbe come dare un senso di inferiorità. Nei locali chiusi, dalle GuestHouse ai negozi, a parte eccezioni turistiche,, si tolgono le scarpe e si va scalzi. Qui la gente trova assurdo che noi occidentali entriamo a casa con le scarpe! Poi come per i piedi la parte più inferiore .. la testa fa da opposto. Mai toccare la testa a nessuno perché fa brutto… un sacco di robette… ovviamente qui sono abituati a vedere gringos che non rispettano questi costumi ma… dicevamo… Poi la discussione col monaco si sposta sull’omosessualità… e poi mi chiede se anche io ho un po di pancetta… e se può toccare la mia pancetta… insomma, morale: io pensavo di scambiare quattro chiacchiere con una persona interessante e saggia mentre questo zuzzurellone diceva in continuazione che era solo…  e alla fine voleva il pisello… ragazzi: prima sera a Bangkok e ho già rimorchiato un monaco buddista omosessuale. Che culo! Per la serie "è tardi" prendo, gli dico "Good Luck e scappo dibbrutto!
Farò altri giretti la sera prima di torbare alla mia topaia preferita da 100bath e dormire un po’.
Il giorno successivo mi sposto come promesso alla KC e occupo la stanza. La giornata la dedico allo shopping estremo visto che ho bisogno di un paio di cosette. Raggiungo il centro prendendo una barca che percorre il fiume e lo skytrain, una sorta di metro sopraelevata tipo Ghisolfa in Milano che ha deturpato gran parte della città. In BangKok ci sono diversi centri commerciali. Ogni ragazza normale impazzirebbe qui: l’MBK è una struttura enoooorme… ma che dico enorme: di più. Sarebbe una sorta di mercato normale ma inscatolato in un palazzo gigante con aria condizionata a manetta. Vendono di tutto ed in particolar modo robe da abbigliamento. Cerco un sacco a pelo ma non trovo nulla quindi mi sposto in un altro centro commerciale dedicato alla tecnologia: Platip Plaza. Non credevo ai miei occhi… un incrocio di SMAU e Media World, ovviamente grande dieci volte tanto…qui ogni negozietto è indipendente e quindi c’è forte concorrenza. Ad essere sincero pensavo di trovare prezzi molto più "asiatici" cmq quello che mi serviva l’ho trovato, anche se con difficoltà: chiavetta usb 4gb per il backup delle info a 5 euro, un termometro digitale per eventuale febbre a 1 euro, la fodera della macchina fotografica a 10 euro (già una rapina…) e la rapina delle rapine: il wi-fi detector: un cazzabbubbolo piccolino che ti dice se nella zona ci sono reti Wi-Fi, necessario per collegarmi eventualmente in giro a babbo, 35 euro circa…
Dopo tutto questo sbattimento torno verso le 19 alla GuestHouse e mi consolo con una cenetta di altri 2 euro mentre passerò la sera a pianificare il giorno successivo visto che fuori piove ininterrottamente.

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