Sushi for dummies: preparare il sushi in semplici passi


Dopo un pò di assenza dal blog eccomi di ritorno con un argomento per me assai interessante.

Premettendo che questa non vuole essere una vera guida per chef giapponesi, ma è frutto di una ricerca visto che il sushi e il sashimi fanno parte delle prelibatezze che il giappone ci offre.

L’acquisto e la scelta del pesce
Tra le regole basilari per ottenere un buon sushi, la scelta di pesce freschissimo è fondamentale.
Sui banchi del mercato l’offerta è varia e, soprattutto quando non si ha confidenza con un venditore
in particolare, bisogna saper esaminare le caratteristiche della merce esposta e valutarne la
freschezza senza fidarsi delle chiacchiere altrui. Non farsi intontire dal venditore e toccare con
mano è sempre un’ottima idea.
Ecco i suggerimenti per un’indagine affidabile:
la carne deve essere soda, se si preme un dito sul pesce, la carne non deve conservarne l’impronta,
inoltre, se si prova a tenere verticale il pesce, questo deve restare rigido e non afflosciarsi;
l’occhio dev’essere brillante e sporgere leggermente, se invece è opaco e infossato il pesce non è
fresco;
le branchie devono essere rosse e umide e non pallide o grigie;
le scaglie devono essere ben aderenti alla carne e il colore deve essere brillante;
l’odore di mare è un altro indizio di freschezza;
la testa non dev’essere macchiata di sangue.
Il tonno ideale per il sushi è la specie “rossa”. La cosa migliore è acquistare una sezione del pesce
senza che il venditore lo tagli a fette, in modo da poterlo affettare personalmente secondo le
regole della cucina giapponese o, meglio ancora, comprare l’intero esemplare: ma in questo caso
prevedete di invitare un esercito di giovani giapponesi se non volete che il pesce invada il vostro
frigorifero per mesi.
Naturalmente non è il tonno l’unica varietà ittica che può essere utilizzata; il sushi, infatti può
essere confezionato anche con salmone, branzino, orata, calamaro o gamberi.

Gli strumenti…
La cucina giapponese non è solo diversa dalla nostra per ciò che riguarda le pietanze, parte del
suo fascino è legato anche agli utensili ed ai procedimenti particolari che vengono utilizzati per le
cotture e nel taglio del pesce.
Il consiglio per ottenere un sushi perfetto è dunque quello di fare qualche acquisto “orientale” per
avere una cucina adeguatamente attrezzata.
L’”hangiri” è un recipiente di legno largo e basso che ricorda un tino. E’ formato da doghe molto
strette tra di loro, serrate da due cerchi di metallo e un fondo piano. Il suo utilizzo è quello di
accogliere il riso cotto che va velocemente raffreddato e condito per il sushi. Anche l’”Hangiri”,
prima dell’utilizzo, deve essere lasciato in ammollo per 2 minuti e deve asciugare perfettamente
dopo il lavaggio.
Il “haiku guminoki” è il tagliere di legno; deve essere molto spesso per far sì che il tempo non lo deformi.
Un consiglio, è quello di utilizzare tre taglieri diversi: uno per le verdure, uno per la carne ed uno
per il pesce e pulirli, preferibilmente, con acqua bollente e aceto.
I “saibashi” sono dei bastoncini, lunghi una trentina di centimetri e di spessore maggiore rispetto
a quelli da tavola. Si utilizzano in cucina per prendere, separare, rimestare, rigirare.
L’“uchiwa” è il ventaglio che viene utilizzato per raffreddare più velocemente il riso per il sushi; in
origine era di bambù, adesso si può trovare nella versione in plastica ricoperta di carta di riso.
L’”uroko otoshi”, infine, è uno squamapesce di metallo.

Il taglio del pesce
Nella cucina giapponese, il taglio del pesce è un’arte. Accanto al fattore estetico, che risalta nella tipica presentazione dei vari piatti (i bocconcini mignon, le verdure intagliate, i rotolini multicolore), c’è la necessità che il pesce crudo sia sfilettato e tagliato con il metodo giusto, ne va, oltre che la bellezza del sushi, anche la bontà della ricetta.

Ecco, in 9 mosse, tutte le istruzioni su come sfilettare:
squamare accuratamente: tenere fermo il pesce sul tagliere e, con il coltello leggermente inclinato; eliminare la testa; successivamente inserire la punta del coltello nel ventre per staccare la lisca dalla carne andando verso la coda; poi, partendo dalla coda, inserire il coltello nel dorso quindi praticare un taglio per tutta la
lunghezza appoggiandosi alla spina dorsale, inserire il coltello tra le due incisioni e, con un taglio
deciso, arrivare fino alla coda; rovesciare il filetto e ripetere l’operazione dall’altro lato.
ottenuti i filetti, ripulire la zona ventrale eliminando le lische; dopodiché, praticare un taglietto sulla coda quindi tenendo fermo il filetto con la mano sinistra passare in modo deciso la lama del coltello di piatto tra la pelle e la carne del pesce; infine, dividere il filetto in due eliminando la parte centrale più scura.
Seconda fase è quella di preparare il pesce sfilettato per il sushi: per mantenere sempre dritta e
liscia la superficie dei filetti di pesce è necessario porre il coltello inclinato di 45° rispetto al filetto,
e tagliarlo interamente con un’unica e lunga trazione, utilizzando tutta la lama, esercitando una
pressione minima ma costante.

Come si prepara il sushi: la cottura del riso…
Ecco le istruzioni per preparare il riso:
versare il riso in una ciotola e lavarlo sotto l’acqua fredda corrente, mescolarlo con una mano
finché l’acqua sarà limpida;
trasferirlo in un colino, sciacquarlo ancora sotto un getto di acqua fredda e lasciarlo asciugare per
30 minuti;
trasferire il riso in una casseruola a fondo spesso, versare l’acqua minerale naturale e il sakè e
aggiungere l’alga kombu pulita con un telo umido e tagliata a fettine;
portare ad ebollizione a fuoco vivo ed eliminare l’alga, mettere il coperchio e proseguire la cottura
a fuoco basso per 15 minuti;
togliere dal fuoco, coprire con un telo, rimettere il coperchio e lasciare riposare il riso per 15 minuti in modo che si gonfi bene;
nel frattempo versare in un pentolino l’aceto con lo zucchero e il sale e scaldare per il tempo necessario affinché gli ultimi due ingredienti si sciolgano, quindi lasciar raffreddare; bagnare l’hangiri, o un recipiente largo a bordi bassi, con acqua e aceto e versare il riso cotto. Allargare bene il riso sul fondo con un cucchiaio o una spatola di legno, sempre inumidito di acqua e aceto; versare la miscela di acqua, aceto, zucchero e sale sempre mescolando e sventolando con il ventaglio. Concluso questo procedimento il riso deve risultare lucido, compatto, leggermente laccato e viscoso. Se il riso non viene utilizzato subito coprire con un telo umido e conservare a temperatura ambiente o in un luogo fresco ma mai in frigorifero.

La forma e la guarnizione con il tonno
Modellare un cucchiaio di riso con le mani formando una polpetta allungata;
mettere il filetto sul tagliere e, con un coltello ben affilato, tagliare in modo diagonale delle
strisce di pesce spesse 3mm;
mettere nell’interno della mano sinistra una fettina di pesce, sporcare con una piccola quantità di
wasabi il pesce e appoggiare la “ polpetta” di riso sul pesce;
chiudere leggermente la mano sinistra per far aderire gli ingredienti tra di loro;
porre sui piatti accompagnando con salsa di soia e zenzero sott’aceto.

Un maki in tre mosse
Il maki sushi detto anche norimaki si prepara con l’apposita stuoietta (makisu).
A differenza di quanto molti pensano, è la pietanza più diffusa nella cucina familiare giapponese,
anche perché, per confezionarla, si possono utilizzare ritagli di pesce, molluschi e crostacei.
Ecco una facile ricetta da eseguire in poche mosse:
1) tagliare a bastoncini il tonno. Disporre un foglio di alga nori sulla stuoietta, distribuire sopra
uno strato di riso da sushi di 1 cm scarso di spessore, (bagnarsi sempre le mani in acqua e aceto,
prima di maneggiarlo). Lasciare uno spazio vuoto di 2 o 3 dita sulla parte finale, per poi poterlo
richiudere. Spalmare con poco Wasabi e spolverizzare con un pizzico di semi di sesamo.
2) disporre un bastoncino di tonno quindi, aiutandosi con la stuoia, arrotolare ben stretto il foglio
di alga nori, premendo leggermente, per fissare bene il contenuto. Inumidire leggermente il bordo
finale del foglio d’alga e richiudere il rotolino, sempre premendo con la stuoietta.
3) disporre sul piano di lavoro il rotolino, tagliarlo a metà, con un coltello bagnato di volta in volta
in acqua e aceto. Dividerlo poi in cilindretti alti 2 o 3 dita, da servire con la parte tagliata verso
l’alto.

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6 thoughts on “Sushi for dummies: preparare il sushi in semplici passi

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  1. Trovo questo post eccellente, dettagliato e sinceramente interessante. Però caro Nicolento io proprio non mi cimento in questo calvario. Adoro il sushi e company e sai come me lo preparo? Vestita di tutto punto, il mio amore che adora il sushi e via al nostro ristorante giapponese preferito.
    Comunque grazie delle info…come sempre sei il migliore.
    Baci
    Luisa

  2. Qualsiasi accessorio vi dovesse servire, direttamente dal Giappone, provate a fare una richiesta nella sezione ASK US di questo sito. La richiesta non obbliga l’acquisto!
    Da poco abbiamo anche recensito una super economica Rice Cooker, con la mia cena sushi improvvisata…

  3. 😀

    Che spettacolo!

    Finalmente ho a disposizione una ricetta più seria con cui cimentarmi!

    Ho fatto qualche prova da tamarro, ora posso affinarmi…

    Grazie e a presto 🙂

  4. Ho trovato le istruzioni molto ettagliate e prendero’ spunto dal momento in cui sono ormai anni che preparo il sushi ma non avevo mai messo il sake’ e l’alga in cottura….secondo voi una volta che ho preparato il riso lo posso conservare a temperatura ambiente per uno o due giorni?Devo preparare il sushi per la vigilia e lavoro tutti i gorni non ho dunque tempo per fare tutto assieme ma ho pensato che se ho il riso ponto basta solo che all’ultimo sfiletti il pesce stra fresco che mi porta mio fratello pescatore…intanto l’aceto e il sale sono conservanti,giusto?Rispondetemi per favore 🙂 grazie!!

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