Scalare le posizioni sulla classifica di google

google2 Quanti si saranno fatti questa domanda senza avere una risposta decisiva? Ora la risposta c’è e di seguito vi riporto gran parte delle 200 variabili che influenzano il “ranking” di un sito all’interno della classifica di Google e ne decretano il successo oppure il fallimento.

Come recentemente affermato dall’esperto di SEO Matt Cutts nel corso della conferenza PubCon di Las Vegas, Google utilizza un algoritmo che tiene conto di 200 variabili per la definizione della SERP. Il posizionamento dei siti nel motore di ricerca dipende quindi da esso. Purtroppo, non siamo ancora in grado di elencarvi tutte e duecento le variabili ma uno scorcio della lista ve lo proponiamo volentieri. Leggetelo attentamente e stampatevelo bene in testa se volete avere un sito/blog di successo.

Dominio

Età del dominio (da quanti anni è online)
Storia del dominio
Keyword nel nome del dominio (quante parole chiave ci sono)
Numero di sotto-domini (quanti ’siti secondari’ sono presenti)
Dominio di primo livello
Indirizzo IP del dominio (l’indirizzo numerico del dominio)
Posizione geografica di server ed IP

Architettura
Struttura HTML
Uso dei tag header (quelli dei titoli, ossia ‘h1′, ‘h2′, ‘h3′, ecc.)
Path dell’URL
Utilizzo di CSS / JS esterni (stili di visualizzazione e script)

Contenuti
Densità di keyword in una pagina
Keyword nel titolo
Keyword nella meta-descrizione (ma non le meta keyword)
Keyword nei tag header
Keyword nel corpo del sito
Freschezza dei contenuti

BackLink (link ricevuti da altri siti)
Qualità dei siti che linkano
Qualità delle pagine Web linkate
Età del sito
Età delle pagine Web
Rilevanza del contento della pagina
Collocazione del link (se nel footer,nel corpo del testo o altro)
Anchor testo (il testo contenente il link)
Attributi del link
Tag alt delle immagini contenenti link (quello che specifica le proprietà dell’immagine, comprese le descrizioni aggiuntive)
Specifiche del Paese a cui appartiene il dominio di primo livello
Autorevolezza del dominio di primo livello (.edu, .gov, ecc.)
Posizione geografica del server
Autorevolezza del sito che linka

Link Interni (al sito stesso)
Numero di link interni ad una pagina
Posizione dei link interni nelle pagine
Anchor text del primo link

Penalizzazioni nel posizionamento
Troppa ottimizzazione per i motori di ricerca
Compravendita di link
Spam nei commenti
Cloaking (l’utilizzo di script per far leggere a Google cose diverse da quelle realmente presenti nel sito)
Testi nascosti
Contenuti copiati
Keyword stuffing (l’utilizzo smodato di keyword)
Sandbox effect (che Google applica ai nuovi domini per evitare ‘giochetti’ fatti tramite back link con siti pre-esistenti)
Varie
Link nei JavaScript
Link con attributo No Follow (che non fa seguire i siti linkati dagli spider dei motori di ricerca)
Velocità di caricamento di un sito Web
Velocità Javascript
Sitemap in XML (non aiuta il ranking)
PageRank

Se l’argomento vi appassiona e volete saperne di più sul funzionamento di Google, date un’occhiata a questo dettagliato articolo in lingua inglese. Buona lettura e buon SEO a tutti.

Fonti:

http://www.seomoz.org/blog/googles-algorithm-pretty-charts-math-stuff

http://www.instantfundas.com/2009/11/what-are-200-variables-in-google.html

http://www.webmasterworld.com/google/4030020.htm

Chrome OS su chiave usb

chrome1

Come ormai noto ai più, Chrome OS debutterà sul mercato solo a 2010 inoltrato. Ma abbiamo già trovato un modo per averlo sui nostri computer, sia sotto forma di macchina virtuale che sotto forma di versione live funzionante tramite penna USB.

Sì, cari amici, avete letto bene: sulla grande rete è appena approdata una versione di Chrome OS Live avviabile da penna USB, che non necessita di installazioni per funzionare. Tutto quello che vi serve è un file immagine da circa 3GB (compresso in un archivio di 307MB), una penna USB da minimo 3GB ed una mezzoretta di tempo libero.

Allora, pronti a scoprire insieme a noi come avviare Chrome OS da una penna USB? La guida la trovate qui sotto. Non vi rimane che seguirla passo passo e divertirvi con il nuovo sistema di ‘big G’, stavolta senza la lentezza dettata dall’utilizzo di una macchina virtuale!

Su Windows

Scaricare l’archivio contenente il file immagine di Chrome OS (torrent);
Scompattare il file immagine di Chrome OS (chromiumos.img) con un software per la gestione degli archivi (es: WinRAR). Anche se al momento della decompressione il programma sembra non lavorare, lasciatelo fare, il file verrà estratto comunque;

Scaricare ed avviare il programma Image Writer;
Selezionare il file immagine di Chrome OS (chromiumos.img), selezionare il dispositivo USB su cui si desidera copiare il sistema (dal menu a tendina) e cliccare su Write per avviare il trasferimento;
Riavviare il computer ed effettuare il boot da USB.

Su Mac OS X

Salvare sul desktop l’archivio contenente il file immagine di Chrome OS;
Smontare il drive della penna USB su cui si intende copiare il sistema;
Avviare il System Profiler;
Selezionare la voce USB, fare click sull’unità della penna ed appuntare il nome BSD del dispositivo (es: disk1);
Avviare il terminale;
Digitare il comando cd Desktop e premere il tasto Invio;
Digitare il comando tar -zxvf chromiumos.tar.gz e premere il tasto Invio;
Digitare il comando cd chromiumos e premere il tasto Invio;
Digitare il comando sudo dd if=chromiumos.img of=/dev/X bs=4m e premere il tasto Invio (sostituire la “X” con il numero del dispositivo USB, “1” nel nostro esempio);
Digitare la propria password ed attendere che la copia di Chrome OS su USB venga ultimata (ci vogliono circa 20 minuti);
Riavviare il computer ed effettuare il boot da USB.

Su Linux

Scaricare l’archivio contenente il file immagine di Chrome OS;
Scompattare il file immagine del sistema nella propria cartella home;
Avviare il terminale;
Digitare il comando sudo dd if=chromiumos.img of=/dev/X bs=4M e premere il tasto Invio (sostituire la “X” con il numero del dispositivo USB);
Digitare la propria password ed attendere che la copia di Chrome OS su USB venga ultimata (ci vogliono circa 20 minuti);
Riavviare il computer ed effettuare il boot da USB.

[SHELLA] Travel-working-Holiday in Kamala

Continua il racconto di Carlo da travelblogs.it

Kamala [Thailand] | 2009-10-10

 

Shella

Finalmente un po’ di sole! Ho raggiunto la (pen)isola di Phuket direttamente da Ayutthaya. Da Ayutthaya a Bangkok, da Bangkok a Phuket e da Phuket a Patong….

Quest’ultima è la tipica località di mare da bordello assurdo… una sorta di Riccione ma con un mare che non potete immaginare. Il punto è che io odio il caos da discoteche, il tempo è una schifezza e piove sempre, e la vita qui costa veramente cara… diciamo 3 volte quello che costa a Bangkok, che cmq è una delle città più costose della Thailandia.

Morale della favola: permanenza in Patong = 20min. Giusto il tempo di vedere un po’ di opzioni sulla guida ed in un internet point. Mi faccio portare da un dannato tuk tuk con cui non riesco a contrattare… forse ho perso di carisma dopo le VENTIQUATTRO ORE di pullman… quindi i miei 15/20 min di tuk tuk Tuk tuk in front of Pak Klong Market, Bangkok,...mi costeranno una sberla al sapore di 300 bath.

Scelgo quindi di spostarmi a Kamala. Kamala fino a 5 anni fa era una delle località turistiche più gettonate e andava a braccetto con la vita di Patong e la più famosa Pattaya. In seguito allo tsunami del 2004 però è stata praticamente rasa al suolo e ricostruita ed ha perso tutto il suo turismo. Kamala se l’è vista peggio di molte altre zone. Qui è tutto tranquillo e di turisti non se ne vedono tanti, si possono contare su una mano. Quei colossi grossi e rasati di stile caucasico che si vedono girare in giro per le strade non sono turisti ma svedesi e  stanno colonizzando il paese aprendo bar dopo bar. Qui c’è da approfittare a godersi questa tranquillità prima che la massa si ricordi che piccolo paradiso sia questa Kamala.

I primi giorni passati a Kamala sono stati veramente grigi e piovosi. Io pensavo che la stagione delle piogge fosse come in Messico.. in Messico è tutto tranquillo, con tanto di sole. In Messico alle 6 del pomeriggio arrivano le secchiate per un’ora. In Thailandia invece è il contrario. Piove sempre. Sempre. Sempre poi sembra che arrivi il sole ma dura un’ora. A me sta anche bene tanto sono fermo qui con l’idea di lavorare un po’. Come molti sapranno già infatti mi sto cercando di finanziare il viaggio per poi raggiungere l’Australia e per far sì che questo avvenga mi porto dietro il netbook dal quale sto scrivendo e faccio freelancing per siti web e programmazione. Ho quindi cercato un posto con Wi-Fi ma costava 600 bath a notte… allora ho preso quello affianco a 300, il più economico in tutta Kamala per fortuna… e la mia finestra da proprio sull’antenna Wi-Fi del posticello da 600 bath.. to’ va… studiare Sicurezza dei Sistemi e delle Reti è servito a qualcosa. Sono entrato nel router e mi sono dato l’accesso ahaha! Grande Shella, mi stimo un sacco.

Adesso ho internet a babbo alla facciazza di tutti sti posti dove te lo fan pagare un botto.

SpiaggiaOggi è il secondo giorno di sole ed il quinto invece che sono a Kamala. Devo muovermi a finire i lavoretti. Finché non li finisco non posso spostarmi. Qui alla fine si sta bene… poi se c’è il sole…. è veramente uno spettacolo!

Adesso mi metto sotto va! Un abbraccio a tutti e se l’inverno dovesse chiedere di me da quelle parti ditegli pure che sarà per l’anno prossimo… forse! ;-)

[SHELLA] LopBuri

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Lopburi [Thailand] | 2009-10-09

 

Shella

Eccomi qui, sono un po’ indietro con gli aggiornamenti quindi nonostante ora mi trovi a Phuket vi racconterò della precedente LopBuri.
Ad Ayutthaya ho trascorso un paio di giorni e ho raggiunto LopBuri in giornata. Questa piccolo paesello è piccolo e lo si visita in giornata e non avendo praticamente nulla da offrire è inutile spendere una notte. Inoltre non sembra ci siano sistemazioni come Guesthouse a disposizione. Lo si raggiunge con un paio di ore di treno da Ayutthaya. Il treno è bello affollato ma costa veramente una sciocchezza.. due ore di treno sono costate 40 centesimi di euro. Come da noi parecchio tempo fa tra le carrozze passano venditori ambulanti solo che sono quasi tanti quanti i passeggeri e vendono dalle bibite alla pasta agli spiedini!

Venditori ambulkanti in treno

Al ritorno ci abbiamo messo il doppio perché un treno merci si è rovesciato e abbiamo dovuto cambiare prendendo il bus, amen!
L’unica piccola grande attrazione di questo paesino è che è completamente colonizzato da… scimmie!
Quando sono arrivato, in città tutto si è fermato per 30 minuti perché passava da quelle parti la figlia del re. Siamo stati ad un angolo fermi ad aspettare senza poter fare foto e  senza poter proseguire la passeggiata. Qui la situazione del re è imbarazzante: la thailandia ne ha viste di tutti i colori negli ultimi tempi ed ora è un periodo tranquillo… il problema è che il re ha solo una figlia e nessuno sa e riesce ad immaginare chi possa essere il successore.
Tornando alle scimmie, questi piccoli mostriciattoli attraversano le strade, si arrampicano su palazzi e saccheggiano le case portando via viveri. E’ spettacolare vedere come siano vicine al concetto di uomo. E’ possibile vedere scimmie che litigano tra loro o mamme che badano ai propri cuccioli ed ovviamente anche amanti che ci danno dentro alla grande!

Bisogna stare un po’ attenti perché anche le macchine fotografiche e gli occhiali sono tra le prime cose che le scimmie scippano. I cuccioli sono giocherelloni e si arrampicano a due, tre, quattro se non cinque alla volta per raggiungere la vetta (miei capelli…) e quindi prendere la ricompensa in semi!

Alcune sono ben educate come quella in foto a sinistra, mentre altre prendono e scappano!
La colonia delle scimmie è all’interno di un tempio ed assieme al biglietto vendono per 10 bath un sacchetto di semi. Le foto nell’album parlano da sole ma i video che prima o poi caricherò… rendono meglio l’idea!
Ora vi lascio alle foto e aggiorno la tappa Phuket!Scambio equosolidale scimmiesco...

Sawadees Kraaaaap!

PS: Aggiornamento: ecco a voi un video. Ne trovate altri su youtube cercando come parola chiave "travelblogs.it"

Buona visione!

[SHELLA] Goodbye Bruce, goodbye Teddy!

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Ayutthaya [Thailand] | 2009-10-06

 

Shella

Prima di raccontarvi di questa piccola cittadella a nord di Bangkok devo aggiornare l’esperienza passata ad Ayudhya.

Boat in AyuthiaAd Ayudhya ho partecipato ad una sorta di giro in barca ed ho così avuto la possibilità di circumnavigare la vecchia capitale thailandese visitando diversi templi buddhisti. Devo ammettere che dopo un po’ queste rovine annoiano, specie se in condizioni completamente ristrutturare tanto da sembrare quasi finte. La cosa più bella di questa mia gitarella è stata la possibilità di conoscere altre persone quali le due olandesi Janine e Sasha, Angy l’australiana  ed il professor Nicolàs, un francese sulla sessantina che ha insegnato in Giappone filosofia ottenendo una cattedra universitaria a Kyoto. Ma voi lo sapevate che in Giappone tempo fa la prima lingua studiata a scuola era il tedesco? Gli interessi economico politici delle guerre fanno venire i brividi se contemplati dietro le quinte…

NoemA parte questa parentesi le due olandesi e l’australiana hanno dato un senso a queste serate altrimenti noiose. Ad Ayudhya non c’è veramente nulla da fare la sera e per grazia divina ci siamo ritrovati ad un tavolo ad ascoltare un thailandese di 56 anni che con enorme stile cantava unplugged le più belle canzoni della storia della musica. Non mi aspettavo una voce così profonda da un personaggio del genere: geniale! Da Bob Dylan ad Eric Clapton… sempre sullo sbronzo andante ma con una precisione agghiacciante sia nel suonare lo strumento che nel cantare i pezzi. Questo thailandese risponde al nome di Noem ed ho avuto l’onore di berci una birra assieme in un secondo locale dove suonava assieme a giovani ragazzi della musica rock bellissima! Abbiamo parlato di tante cose tra cui l’argomento Birmania. Questo Paese, che oggi è il Myanmar, è sotto dittatura ed è tanto difficile entrare nel paese e poter godere delle sue meraviglie vergini. Se da una parte la dittatura rende impossibile poter permanere nel Paese più di 7/14 giorni dall’altra è attraente l’idea di entrare in contatto con un popolo che è sempre stato piegato dalla dittatura e che ha tanto da raccontare… anche se non racconterebbe mai nulla per paura di doverci rimettere la pelle. La natura della Birmania inoltre è incontaminata per via del pugno di ferro ed isole paradisiache sono mete ad oggi poco accessibili. Noem è triste nel raccontare che suonare in un paese del genere è impossibile e nei suoi occhi mi è sembrato di vedere qualche fantasma del passato che ha lasciato tracce anche in Thailandia.
BruceOltre alle discussioni serie e profonde con Noem però, tra diverse birre ed il tanto-molto-parecchio whisky&cola ho avuto il piacere di essere sbalordito dai racconti della new entry: Bruce. Bruce è stato raccattato da me e le due olandesi mentre bevevamo una birra e vedendolo solo al tavolo lo abbiamo invitato a fare due chiacchiere. Un personaggio assurdo!
Chi se lo aspettava che questo ragazzo dall’aspetto anonimo campasse in giro per il mondo facendo il giocoliere con le palle? E chi se lo aspettava che ….. girasse sempre… ed ovunque… da moltissimi anni… con un Teddy Bear! Un pupazzo, un orso.. ma non piccolo macché! Sarà almeno un metro di altezza! Ci ha raccontato che una volta mentre faceva uno spettacolo in strada a Londra qualcuno gliel’ha rubato e quando se n’è accorto…:”Oh fuck, where the fuck is Teddy!?” ha mollato tutto e l’ha cercato disperatamente fino a trovarlo galleggiare nel pericolosissimo Tamigi.. erano le 10 di sera di un novembre ed oltre ad essere un fiume pericoloso in se, il Tamigi è freddissimo in inverno.. la polizia lo voleva fermare ma si è tuffato lo stesso per salvarlo e ce l’ha fatta. Teddy gira tuttora con se nello zaino ma quando noleggia una macchina il posto accanto al pilota è riservato all’orso, con tanto di cintura.. e sembra che sia pure un Don Giovanni visto le ragazze che procura ;-)
Volevo morire dal ridere, non ci credevo… ma poi me l’ha presentato!Teddy
Goodbye Bruce, goodbye Teddy!

P.s. Tra una birra ed un Whisky&Coca  ho assaggiato un lecca lecca al gusto sushi, quindi pesce che se vi dovesse capitare di provare… insomma… va bene essere curiosi ma faceva veramente cagare!

:-) )

[SHELLA] Ayutthaya

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Ayutthaya [Thailand] | 2009-10-05

 

Shella

Ayutthaya è la ex capitale thailandese ed è stata rasa al suolo e saccheggiata da diversi paesi tra cui la Birmania molto tempo fa. Attualmente delle sue rovine resta veramente poco. Sono arrivato alle ultime luci del 2 ottobre ed al primo impatto, vista dal bus, mi ha deluso moltissimo.
Mi fiondo senza troppi scrupoli ad una guesthouse consigliata dalla Lonely… è rimasta solo una stanza deluxe con aria condizionata, tv, frigo, letto triplo se non quadruplo e doccia con acqua calda. Costa 500 Bath, cioè una dozzina di euro e la cosa mi scoccia parecchio visto che avevo previsto di spenderne meno della metà. Ci rimango solo una notte e quindi vada, non ho voglia di stare in giro a cercare troppo e soprattutto ho una fame da lupi. A proposito di lupi. Questa città è abitata da branchi di cani di taglia medio grossa che difendono il loro territorio… voi non potete immaginare quanti ce ne siano. Dopo una cena bella incazzosa a base di Pad Thai e seguita da patatine fritte, mi scolo una mezza di birra chiara e mi fiondo nella città per vederne le rovine di notte. La città è pressoché deserta se non per qualche locale che attira turisti  e thailandesi a bere. L’idea è quella di camminare per una decina di kilometri attorno a tutta la città che… è accerchiata da un fiume! Qui infatti si fondono due fiumi importanti (dai nomi ovviamente assurdi) e la città alla fine si trasforma in un isola! Guardate la mappaayutthaya-city-map per credere. Da un lato è un peccato che le rovine non siano illuminate dall’altro invece è incantevole. La luce della luna rende il paesaggio di un suggestivo che è inimmaginabile.

Io ho fatto solo un paio di fotografie perché la luce è veramente poca ma credetemi ad occhio nudo nella notte è assurdo vedere queste rovine antiche. I cancelli sono aperti ed entro grazie ad un moto-taxi. Un ragazzo infatti si ferma per la strada e mi offre per 10 Bath, cioè 20 centesimi di euro, di portarmi in giro. Io mi guardo attorno e vedo una cosa tipo 20 pittbull che si leccano i baffi e mi guardano. Allora guardo il ragazzo e gli dico “Yes, Go!”. Mi ritrovo sullo scooter nella notte deserta di questa città incantevole che per pura fortuna oggi è graziata dalla luce della luna. Shin Schon o come diavolo si chiama mi spiega in thailandese (quindi potrei non aver capito una mazza) che ha 3 figli ed una donna che gli chiede sempre soldi… “money money!” allora io visto che ho imparato rispondo “aaaa eeee uuu!”. Spero di aver capito male Ayuthaya di nottecomunque mi offre una sigaretta fatta con tabacco alla menta e me la fumo davanti ad un grosso Buddha sdraiato. Faccio giusto un paio di tiri per paura di avere qualche sorpresa tra un filo di tabacco e l’altro e continuiamo il giro per le rovine. E’ stato un bene trovare Shin, molte delle rovine per essere raggiunte sono abitate da cani che spesso girano in branco e andando a piedi devi passare per forza per il loro territorio: è dannatamente pericoloso, sono grossi. Un giapponese è stato morso per il semplice fatto di non aver mantenuto le distanze. Se non fosse  stato per Shin avrei potuto provvedere a recuperare una lattina vuota riempendola con un paio di sassi. Ricordo che da qualche parte avevo letto che in questo modo scuotendola, il suono spaventa i cani e quindi scappano. Il punto è che se ho letto una minchiata e la lattina in thailandese li fa solo incazzare… mi sbranano ahah!
Adesso sono tornato in camera, domani darò ancora un’occhiata e dopo mi dirigerò verso Lopburi, e lì sì che c’è da ridere. Scimmie in città!!!

[SHELLA] Arrivederci Bangkok

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Bangkok [Thailand] | 2009-10-03

Shella

Ho finalmente lasciato alle spalle Bangkok. Ho cominciato la mattina con pancake, succo e caffè. Dopo aver saldato il mio debito con la Guesthouse (2100 bath cioè 45 euro circa per 7 notti) mi sono fiondato al Pata, un Centro Commerciale dove finalmente ho potuto rimediare sacco a pelo, telo antipioggia tipo tetto che diventerà presto un mantello impermeabile ed una serie di cinghie che non so perché le ho comprate ma chissà potrebbero servire in qualche modo… il tutto per una decina di euro. Ovviamente la qualità non è delle migliori ma amen, chissene!
Dopo il Pata mi dirigo al mio Internet Point preferito, tempestato da bambini di 10 anni che si ritrovano stile oratorio a rincoglionirsi le meningi con i giochi online. Gridano come dei pazzi ma 20 bath all’ora più la possibilità di usare il mio pc collegandolo alla rete sono un buon compromesso. E poi al massimo posso usare le cinghie per frustarli no? Peccato che un paio di kili di sfiga mi saltano addosso. Non riesco per qualche strano motivo a fare dei movimenti con la banca e cerco il numero della mia “personal assistente Chebanca” aka Ilaria Borin aiuto aaaaaaaa … ed oltre alla sfiga della banca scopro di non avere con me il cellulare. Pensavo di averlo lasciato Brianin ostello ma niente… allora ho provato a ritornare al Pata e mi sono imbattuto in un terzo grado! Sono entrato pronto per lasciare Bangkok con Zaino, zainetto e compagnia bella… chiedo alla sbirranza di servizio che presiede una scrivania all’entrata la retorica domanda: “Did you maybe found a mobile phone?” …. e mi rispondono tipo “aaaa eeee aaaa uuu!!!”. In thailandese tutto ciò significa una cosa tipo “Aspetta non ti muovere che cerco qualcuno che parla inglese”. Dopo mezzora arriva il super capo della polizia privata del Pata che oltre a parlare un ottimo inglese si mette a svolgere delle indagini assurde! Ma dai io chiedevo solo se avevate trovato un cellulare! Ho provato a chiamarmi e c’è la segreteria, era acceso ne sono sicuro… quindi qualcuno l’avrà trovato e se lo sarà messo in saccoccia. Temo che dovrò cambiare zainetto perché quello piccolo di Arge mi sta portando una sfiga enorme. Mi sa che se si apre leggermente in un nanosecondo si trasforma in uno zainetto/sdraio e perdo tutto… va beh. A parte il capitolo sfiga, ieri devo dire che ho conosciuto gente interessante tipo Brian, che vedete qui in foto. Questo 58enne si sta trasferendo a Bangkok dal Canada perché li con la pensione che prende non ci fa nulla mentre qui fa caldo, si mangia bene… vuole anche aprire una sua attività ma non vuole approfondire il discorso. Questo tizio ne ha passate di tutti i colori; ero affascinato ieri a parlarci. Una volta è stato preso da un albero “cadente” in Canada. Quando è rinvenuto è andato dal dottore e ha scoperto che erano passati 10 giorni. Dice che è stato in un altra dimensione ed è sicuro che fosse il paradiso. Che siano robe da pazzi o meno non sta a me giudicarlo, comunque è una persona veramente interessante! Abbiamo parlato con altri ragazzi di energia nucleare, fine del mondo e predizioni sul 2012, ed altro. Grande Brian! Adesso sta cercando di convincere il suo figliolo a venire in Thailandia con lui, Il suo “figlioletto” ha 29 anni e pesa la schifezza di 220 kg. Mangia da schifo, beve da schifo e sta tutto il tempo a giocare con i video games.

Borsetta sotto i ferriPrima di andare via faccio riparare la mia borsa del Marocco che comincia a presentare qualche ammaccatura. Qui per strada ci sono calzolai e sarti che aggiustano piccole cose, non sono consumisti come nel nostro mondo dove appena qualcosa ha un graffio si butta e si compra nuovo. Alla stazione dei bus ci arrivo verso le 18.20 ed ho 5 minuti per prendere il biglietto e salire a bordo del pullman. Volevo mangiare qualcosa prima visto che ho saltato il pranzo ma mi-sa mi-sa che mi massacrerò la sera ad Ayutthaya!

[SHELLA] Ancora a Bangkok

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Bangkok [Thailand] | | 2009-09-29

 

Shella

Eccoci qui, sempre a Bangkok.
Bangkok è una città frenetica ed il traffico delle 18.00 è qualcosa di inenarrabile. Sto spendendo i miei giorni camminando come un pazzo e visto le dimensioni della città ho pensato bene di noleggiare anche una mountain bike.

Non ricordavo fosse così bello pedalare! Certo c’è da tenere gli occhi aperti, infatti a parte che qui guidano sulla sinistra ma gli incroci sono dei punti cruciali! Non si capisce un cazzo! I semafori a volte sono sempre rossi… sempre. SEEEEMPRE.. Hai voglia ad aspettare il verde!
Semafori a parte in questo momento sto scrivendo da Kahosan Road, una via turistica piena di locali  all’aperto e sono su un tavolo mentre rutto a go-go dei noodles con salsa cinese e carne di manzo. Ottimi davvero! Pensavo di soffrire la fame ma qui se la cavano bene con la cucina. 3 euro con birra. Ovviamente va detto che normalmente il thailandese medio non mangia come il turista ma si massacra di riso in bianco ed altri beni molto economici tra cui zuppe varie. Tra le bancarelle dei mercati vendono generi alimentari di ogni tipo e io ho provato ad assaggiare qualche spiedino malefico. E’ incredibile… in Italia il mio intestino fa quello che vuole quando gli pare mentre qui in Thailandia come in ogni viaggio, diventa un orologio: colazione, caffè, sigaretta e taaaaaaaaaaaaaaaac per tutto il giorno sto da dio! Anche la differenza tra i 30 e passa gradi umidi ed i locali con aria condizionata non mi fanno effetti strani come temevo. Perfetto no?
A proposito di aria  condizionata: qui usano l’aria condizionata in ogni negozio turistico o commerciale, nei taxi e nelle metropolitane che tra l’altro lasciano a bocca aperta. Rispetto alle metropolitane di Bangkok quelle di Milano sembrano davvero del terzo mondo. Tutto precisissimo, pulitissimo e tecnologicissimo.
Che dire di altro? Beh viaggiando solo le zone turistiche non offrono tanto. Questa città è caotica e bellissima ma andrebbe vissuta con amici con cui bere senza dover preoccuparsi di tenere sempre gli occhi bene aperti… appena ci si siede arriva la fighetta di turno che ti vuole intortare.. e ci sanno fare veramente bene credetemi… Quindi evitando tutti sti scazzi ieri mi sono trovato sul lungo fiume della città a contemplare il panorama. Ho incontrato un thailandese il cui nome è assurdo e quindi che ve lo dico a fare? Mi ha offerto due birre LEO prese sottobanco visto che dopo le 24 non si possono vendere alcolici.. ci siamo avviati verso il lungofiume e abbiamo parlato di un sacco di robe tra cui lo tsunami del 2004, il ciclone che sta investendo le Filippine, il fatto che gli asiatici hanno il pisello piccolo e tantissime altre storie. E’ stato veramente bello passare una serata in compagnia di un vero thailandese. Di solito la gente che attacca  bottone ti sta addosso per venderti qualcosa quindi ben vengano queste esperienze!
Per ora è tutto, mi fermo ancora un paio di giorni qui per approfittare di internet e per finire un paio di sbattimenti, dopodiché andrò a Chang Mai se non cambierò idea prima… e li non sono sicuro di trovare la rete con la stessa semplicità con cui la trovo qui a Bangkok.
Un grosso abbraccio!

[SHELLA] Bangkok: tuk tuk, chi è? …

 

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Bangkok [Thailand] | | 2009-09-26

Shella

Il volo per Bangkok ritarda un poco ma non ci faccio neanche caso. Sul volo sono stato fortunato, nessun vicino a sedere e quindi mi sono svaccato per bene! Ovviamente mi sono preso comunque un leggero torcicollo ed ovviamente mi farò massacrare di massaggi thai :-p
Dopo essermi fiondato con preoccupazione al ritiro bagagli prendo con me il mio nuovo compagno di viaggio, lo zaino: eh già, anche al ritiro bagagli non ho avuto sorprese.
Benissimo allora mi fiondo alla ricerca del bus che mi porterà in centro a Bangkok. In biglietteria cerco di orientarmi un attimo ed alla fine con 150 bath prendo il bus giusto per la zona giusta: KhaoSan Road, una zona dedicata prevalentemente al turismo che offre alloggi a bassi prezzi e vari servizi dalla ristorazione al resto. Durante il cammino conosco Benny, un francese tra i 15 ed i 78 anni (giuro è indefinibile!) che pare giochi coi fuochi per la strada etc etc … va beh morale della favola mi suggerisce di andare nella stessa GuestHouse in cui va lui: la più economica di Bangkok. FISSO! E poi dopo 12 ore di volo ed il torcicollo figurati se ho voglia di sbattermi subito a cercare di meglio con 30 gradi di umido dietro alle orecchie. La Green GuestHouse se non si conosce da se non la si trova mai perché è dentro ad una vietta che a sua volta è dentro ad una "Sai". Sai è quello che può essere da noi un vicolo. Le vie sono le Thanon invece abbreviate con Th… a parte i dettagli la Green GuestHouse costa solo 100 bath, ovvero un paio di euro. Quello che offre è una stanza fatta da divisori completamente spoglia fatta eccezione per il letto, un pezzo di legno che funge da comodino ed un ventilatore che prova a far girare l’aria inutilmente. L’idea era quella di dormire ma l’adrenalina sa il fatto suo e mi tiene sveglio. Il primo giorno a Bangkok quindi è dedicato alla ricerca di un posto più decente e magari con qualche Wi-Fi da grabbare a babbo visto che per un motivo o per l’altro internet può servirmi. Durante la mia ricerca mi imbatto inevitabilmente in autoctoni che offrono il loro aiuto. Come in ogni parte del mondo se ti offrono l’aiuto senza dirti niente c’è sotto qualcosa… praticamente funziona così: a Bangkok ci sono Tuk-Tuk ovunque.

I Tuk-Tuk sono delle sorte di ape cross ma con i sedili dietro per i passeggeri e per 10/20 bath, ovvero 20/50 centesimi di euro, ti scorrazzano in giro. Quelli del tuk tuk fanno un lavoro assurdo stando tutto il giorno tra la vita e la morte nel traffico della capitale e guidando come dei pazzi. 10/20 bath sono pochissimi e allora cosa fanno? In modo tacito lavorano con qualsiasi attività, in genere Uffici Turistici che offrono viaggi, biglietti aerei e quant’altro. Se chiedi ad un tuk tuk di andare in un certo posto, prima di arrivare ti porta in altri 5/6 shop dove in accordo con il negoziante ritira coupons per la benzina in cambio di procacciare clienti. A me mi ha portato in una gioielleria, in un negozio di sarti di alta qualità, in diversi Tourist Information e solo quando ho cominciato ad incazzarmi (visto che DEVI entrare… mica puoi aspettare fuori…) allora si è deciso a portarmi dove avevo chiesto… va beh, comunque fa ridere sta cosa. Ho fatto un video dal Tuk Tuk, spero di poterlo caricare.
Dopo il pomeriggio passato nel traffico mi concedo una cenetta per 3 euro e mangio noodles con carne e verdura: squisito! Scopro che mangio in una GuestHouse familiare, la KC GuestHouse e mi metto in accordo per prendere la camera il giorno successivo a 300bath per notte con bagno privato e ventilatore su soffitto. Niente male e soprattutto pulitissimo!

Dopo cena faccio due passi cercando di capire come sono messo con il fuso orario… dovrei essere 7 ore avanti all’Italia invece sono solo 5 ore di differenza. Scoprirò solo più avanti che con la storia dell’ora legale si giocano due ore: stica!
Passeggiando qui e li, mi imbuco in una sai che pensavo desse sul fiume e vengo avvicinato da un monaco che mi chiama al cancello dentro al quale risiede. Un Wat, ovvero un monastero buddista dove i monaci vivono. Il monaco mi invita ad entrare e mi offre anche la possibilità di dormire nel Wat il che mi stuzzica particolarmente come idea. Cominciamo a parlare. Lui è vestito con i tipici abiti buddisti locali, una tunica arancione, rasato e con occhiali. Si lamenta di avere un po’ di pancetta e di essere solo. Qui in Thailandia è tradizione fare 3 mesi come monaco intorno all’età di 20 anni. Questo dovrebbe portare prestigio allo spirito ed alla famiglia del monaco. Dopo l’esperienza un ragazzo decide se restare monaco o meno. Ho prestato molta attenzione nei miei gesti perché qui in Thailandia ci sono cose da tenere presenti. Mai tenere i piedi e le gambe puntate verso una statua od un monumento sacro e tantomeno rivolti verso ad una persona. I piedi sono la parte inferiore del corpo e quindi sarebbe come dare un senso di inferiorità. Nei locali chiusi, dalle GuestHouse ai negozi, a parte eccezioni turistiche,, si tolgono le scarpe e si va scalzi. Qui la gente trova assurdo che noi occidentali entriamo a casa con le scarpe! Poi come per i piedi la parte più inferiore .. la testa fa da opposto. Mai toccare la testa a nessuno perché fa brutto… un sacco di robette… ovviamente qui sono abituati a vedere gringos che non rispettano questi costumi ma… dicevamo… Poi la discussione col monaco si sposta sull’omosessualità… e poi mi chiede se anche io ho un po di pancetta… e se può toccare la mia pancetta… insomma, morale: io pensavo di scambiare quattro chiacchiere con una persona interessante e saggia mentre questo zuzzurellone diceva in continuazione che era solo…  e alla fine voleva il pisello… ragazzi: prima sera a Bangkok e ho già rimorchiato un monaco buddista omosessuale. Che culo! Per la serie "è tardi" prendo, gli dico "Good Luck e scappo dibbrutto!
Farò altri giretti la sera prima di torbare alla mia topaia preferita da 100bath e dormire un po’.
Il giorno successivo mi sposto come promesso alla KC e occupo la stanza. La giornata la dedico allo shopping estremo visto che ho bisogno di un paio di cosette. Raggiungo il centro prendendo una barca che percorre il fiume e lo skytrain, una sorta di metro sopraelevata tipo Ghisolfa in Milano che ha deturpato gran parte della città. In BangKok ci sono diversi centri commerciali. Ogni ragazza normale impazzirebbe qui: l’MBK è una struttura enoooorme… ma che dico enorme: di più. Sarebbe una sorta di mercato normale ma inscatolato in un palazzo gigante con aria condizionata a manetta. Vendono di tutto ed in particolar modo robe da abbigliamento. Cerco un sacco a pelo ma non trovo nulla quindi mi sposto in un altro centro commerciale dedicato alla tecnologia: Platip Plaza. Non credevo ai miei occhi… un incrocio di SMAU e Media World, ovviamente grande dieci volte tanto…qui ogni negozietto è indipendente e quindi c’è forte concorrenza. Ad essere sincero pensavo di trovare prezzi molto più "asiatici" cmq quello che mi serviva l’ho trovato, anche se con difficoltà: chiavetta usb 4gb per il backup delle info a 5 euro, un termometro digitale per eventuale febbre a 1 euro, la fodera della macchina fotografica a 10 euro (già una rapina…) e la rapina delle rapine: il wi-fi detector: un cazzabbubbolo piccolino che ti dice se nella zona ci sono reti Wi-Fi, necessario per collegarmi eventualmente in giro a babbo, 35 euro circa…
Dopo tutto questo sbattimento torno verso le 19 alla GuestHouse e mi consolo con una cenetta di altri 2 euro mentre passerò la sera a pianificare il giorno successivo visto che fuori piove ininterrottamente.

Finalmente posso fare la cacca

Non voglio essere volgare, ma finalmente tutti quelli come me che non sono abituati a farla tra le fronde quando sono in giro, alla notizia di questo nuovo congegno rimarranno sicuramente ben lieti.

Si chiama Shit-Box.

shit-box-disposable-toilet

E’ una specie di vasino, ma in cartone, che si può portare in giro. Per sua essenza, essendo di cartone, è biodegradabile e può essere usato, secondo il produttore la Brown Corporation, in contesti quali concerti, campeggi, ragazzini ecc. ecc. All’interno del box un sacchetto in plastica biodegradabile. la versione per bambini, colorata costa 13,84 sterline, mentre la scatola per adulti costa 15,67 sterline.portable-disposable-cardboard-toilet

E allora pensare alla possibilità di portare a chi ne ha bisogno un wc igienico e biodegradabile diventa un passo verso il miglioramento delle condizioni igieniche di molte  aree del nostro pianeta. Ma soprattutto per chi non riesce a farla quando è in giro, basta portarsi nel baule dell’auto questo utilissimo gadget. Magari può essere una brillante idea per natale!